Il MIMIT ha comunicato che dal 21 luglio 2026 le imprese con esito positivo della comunicazione preventiva possono compilare e trasmettere, attraverso l’Area Clienti GSE, la comunicazione di conferma prevista dal Nuovo Piano Transizione 5.0.

Non è l’apertura di una nuova finestra generica. È un passaggio successivo, riservato a una platea già posizionata sul percorso. La domanda utile ora non è “possiamo iniziare?”, ma “il progetto reale corrisponde ancora, nei fatti e nelle carte, al progetto comunicato?”

La conferma è un test di continuità.

La fonte istituzionale indica due elementi centrali: l’attestazione del pagamento dell’ultima quota di acconto utile al raggiungimento del 20 per cento del costo di acquisizione di ciascun bene agevolato e gli estremi delle fatture sui costi ammissibili.

La stessa comunicazione non può riguardare beni differenti né importi superiori rispetto a quelli indicati nella preventiva. È qui che il piano industriale deve restare leggibile: investimenti, cronologia, fatture e struttura della candidatura devono parlare la stessa lingua.

Il punto per l’impresa.

La fase esecutiva non è un allegato amministrativo. È il punto in cui una previsione finanziabile deve dimostrare di essere diventata un investimento coerente. Prima di inviare, occorre verificare il perimetro effettivo, la documentazione disponibile e i termini della disciplina applicabile.