Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato il 7 settembre 2026 la disponibilità di 300 milioni di euro, attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo, per le aziende della filiera automotive. La misura segue il rifinanziamento del Fondo Automotive disposto dal DPCM del 10 giugno 2026.
Ambiti indicati dal Ministero.
Secondo la fonte, i programmi finanziabili riguardano sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli e soluzioni di mobilità; sistemi di alimentazione e propulsione a basse emissioni; componenti, sistemi e tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa, intelligente e sicura; oppure diversificazione e riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo.
Gli investimenti produttivi possono essere accompagnati da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e da formazione del personale, entro il limite indicato dal Ministero del 10% dell'investimento complessivo.
Riserve e procedura dichiarate.
Il MIMIT indica una riserva del 60% delle risorse per iniziative proposte da PMI, di cui un quarto per micro e piccole imprese, e una quota del 40% per programmi localizzati negli stabilimenti del Mezzogiorno elencati nella comunicazione. Le agevolazioni sono indicate nella forma di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato, fino al 75% delle spese ammissibili. Le richieste possono essere presentate anche congiuntamente, fino a cinque partecipanti.
Termini ancora da definire.
La comunicazione precisa che le modalità per le richieste e la concessione degli incentivi saranno dettagliate da un successivo decreto direttoriale. La fonte indica una valutazione in ordine cronologico e un'istruttoria in due fasi, ma non riporta in questa comunicazione una data di apertura dello sportello.
Il limite della lettura.
Questa notizia riporta esclusivamente le informazioni pubblicate dal MIMIT e verificate il 9 settembre 2026. Requisiti, soglie, spese, intensità effettive, riserve, documentazione, termini e condizioni devono essere verificati nel decreto e negli atti applicabili quando pubblicati. Non costituisce parere né garanzia di ammissibilità, selezione, concessione, erogazione o finanziamento.